rinoplastica

Rinoplastica secondaria

Una delle maggiori paure legate a un intervento di rinoplastica, è quella che dopo il riassorbimento degli edema, e la scomparsa dei lividi, non ci si riconosca nelle sembianze che il nostro volto avrà assunto. Per quanto possa sembrare una paura da poco, in realtà non è raro che molte persone dopo un’operazione di plastica al naso decidano di tornare dal chirurgo per “ritoccare” quanto già fatto. In questo caso, si parla di rinoplastica secondaria. Naturalmente non vi è solo una questione psicologica dietro la richiesta di una nuova operazione.

Può capitare, infatti, che un intervento non abbia gli esiti sperati, intendendosi in questo caso non solo quelli estetici. La manipolazione delle cartilagini e dell’osso, potrebbe infatti provocare delle complicazioni nella respirazione. Problematiche che possono insorgere tanto per la delicatezza delle membrane nasali quanto per il “tocco” non proprio appropriato del chirurgo. Infine potrebbe esserci anche una causa “traumatica” dietro tale richiesta. Nel decorso post operatorio, infatti, è richiesta massima cura per la zona dell’operazione che difatti viene rinchiusa in uno speciale gesso e in bendaggi atti proprio a preservarne la forma appena assunta e ad assicurare che le cartilagini leghino tra di loro in maniere definitiva. Rimuovere simili accorgimenti prima del tempo, o magari prendere una botta violenta al setto nasale nel momento in cui esso è più fragile, può inficiare in maniera determinante il lavoro del chirurgo plastico, che dovrà intervenire nuovamente per ripristinare la situazione post operatoria primaria. Per quanto riguarda le problematiche estetiche cui si accennava all’inizio, ovvero la delusione post intervento, l’unico modo per evitarla è dialogare con il chirurgo che si è scelto evitando di avere remore di qualsiasi sorta, prima dell’intervento. Solo con una conversazione franca su ciò che ci si attende, che magari preveda anche delle simulazioni computerizzate di quello che sarà il proprio aspetto dopo l’operazione, può evitare dubbi e successivi malesseri interiori. Senza contare, poi, che quale che sia il caso che costringe a rimettere mano al naso operato, bisogna ricordare che non si tratta di un intervento semplice come poteva esserlo il precedente. Intervenire su una struttura già trattata può richiedere, infatti, il trapianto di cartilagine e tessuti ossei che non ci sono più perché asportati, oppure la manipolazione di parti del naso che presentano cicatrici e che quindi abbisognano di molta attenzione per essere trattate nuovamente.

Per quanto riguarda i costi di un intervento di chirurgia secondaria al naso, essi possono variare dai 2500 euro di base per i casi più semplici fino agli 8000 euro per quelli più complicati. Infine per quanto riguarda la durata d’intervento e la necessità o meno di anestesia totale, questi vengono decisi prima, insieme al proprio chirurgo. A determinare tali fattori vi è non solo la difficoltà della correzione ma soprattutto la quantità di operazioni necessarie per poterla apportare fino al risultato prefissato, e la scelta di intervenire con il bisturi o con tecniche non chirurgiche (ovvero con l’applicazione di filler riempitivi).