peeling

Peeling viso

Che cosa sono i peeling? Il paragone più appropriato è quasi sartoriale: con i peeling la pelle viene spogliata dei vecchi vestiti macilenti (chiazze, rughe, ispessimenti e lesioni superficiali) per essere rivestita con estrema cura della migliore collezione prêt a porter (un nuovo epitelio uniforme, giovane, fresco e compatto).

Per ottenere questo risultato, negli ultimi decenni sono state utilizzate le più svariate tecniche, dall’applicazione di sostanze chimiche corrosive ai peeling meccanici con frese rotanti (dermoabrasione). Ma il futuro sembra rivelarsi nel Laser Co2, che offre estrema precisione per trattare le rughe e le imperfezioni localizzate per un resurfacing…da invidia!

L’invecchiamento cutaneo

L’aspetto levigato della pelle è dovuto alla naturale umidità trattenuta dalle cellule. Con il passare del tempo questa non viene più trattenuta così efficacemente e le cellule morte si rivelano più difficili da far scomparire; anche le ghiandole sebacee rallentano la funzionalità. Le conseguenze di ciò sono un progressivo assottigliamento dell’epidermide che si secca, dando al viso un aspetto rugoso e spento. Nel corso degli anni il colorito diviene leggermente più scuro e caratterizzato da pigmentazioni diseguali.

Peeling viso con il laser

“Il peeling laser ha il medesimo obiettivo degli altri metodi – informano gli specialisti di Derma D, centro di dermatologia estetica che utilizza da anni le tecnologie laser più innovative – ma l’energia laser impiegata si è rivelata il mezzo più preciso e meno traumatico per ottenere un ringiovanimento non chirurgico profondo e per l’eliminazione o l’attenuazione di alcuni inestetismi come le irregolarità cutanee o le lentigo solari”.

Tuttora, in alcuni centri viene praticata la tecnica della dermoabrasione, quasi un corrispettivo meccanico del peeling laser, che però non raggiunge di fatto la stessa qualità. “Questa procedura – continuano gli specialisti di Derma D – è di giovamento per il rifacimento della pelle del viso eliminandone lo strato superficiale”. Ma lo scotto da pagare per ottenere una pelle “da bimbo” con questa procedura è davvero pesante: “la tecnica di levigazione meccanica è ottenuta mediante apparecchi elettrici rotanti che rimuovono la parte più esterna della pelle in modo piuttosto cruento ed empirico. Il limite maggiore infatti risiede nella difficoltà di stabilire il preciso livello del derma da raggiungere, con il concreto rischio, da una parte, di un risultato poco soddisfacente perché troppo superficiale, dall’altro, di esiti cicatriziali brutti a vedersi (macchie e cheloidi) e difficoltà di riepitelizzazione perché troppo profonda”. Con l’avvento del Laser CO2 pulsato, il peeling cambia finalmente faccia e diventa il trattamento ideale per rinnovare con precisione le lesioni superficiali come i segni dell’acne, le iperpigmentazioni e le rughe, che, con questo preciso strumento, vengono letteralmente distrutte. Il risultato sarà una pelle liscia, uniforme e compatta.

 

I bersagli del peeling

Il peeling laser CO2 pulsato si rivela un ottimo strumento per vaporizzare le rughe superficiali ed attenuare le più profonde. Inoltre è efficace per tutti i problemi legati alle irregolarità cutanee, come i cosiddetti “grani di miglio”, cioè quelle microcisti sebacee bianche che si formano superficialmente e non trovano sfogo esterno, oppure gli xantelasmi, microaccumuli di colesterolo generalmente localizzati sulle palpebre. Ancora, il peeling laser è il completamento ideale di altri tipi di procedure, come la Mosaic Surgery o la terapia microchirurgica contro le smagliature. Il raggio laser, infatti, uniformerà ulteriormente la grana della pelle in seguito a tali procedure.

Infine, il peeling laser, asportando l’epitelio, asporterà con esso anche le chiazze superficiali, come le lentigo solari e le chiazze senili, restituendo un colorito più uniforme.

 

Intervento di peeling laser

Il peeling laser CO2 pulsato viene realizzato in un’unica seduta, in anestesia locale. Il raggio del  laser ad anidride carbonica pulsato (monocromatico ed intermittente), è in grado di asportare l’epitelio con estrema precisione. Questo avviene grazie alla  vaporizzazione dei tessuti cutanei superficiali che risulta talmente istantanea da non permettere all’acqua contenuta nelle cellule circostanti di raggiungere temperature elevate.Prima di sottoporsi al peeling laser – avvertono gli specialisti di Derma D – é opportuno constatare,  attraverso un check up cutaneo,  la sensibilità della cute alla luce laser e la sua non tendenza ad una cicatrizzazione ipertrofica/cheloidea. Su carnagioni scure, inoltre, il trattamento laser dovrà avvenire con la massima delicatezza, o addirittura in alcuni casi sconsigliato, in modo da evitare rischi di ipocromie (chiazze di diverso colore)”.

 

Peeling laser: Il post operatorio

Una volta terminata la seduta di peeling laser sarà normale notare un arrossamento dovuto alla mancanza del naturale strato superficiale che protegge la pelle dagli agenti esterni. Per questo viene applicata in loco una pomata antibiotica ed antinfiammatoria. Nei giorni seguenti, mentre a livello superficiale potranno formarsi delle crosticine, nello strato profondo del derma il processo di guarigione stimolerà le cellule alla formazione di neo collagene e di un nuovo strato epiteliale più giovane, levigato ed uniforme. Già in capo ad un paio di settimane si potrà notare una nuova compattezza del tessuto e un colorito sano e rinnovato. L’unico importante accorgimento sarà di evitare il sole e i raggi UV (quindi anche le lampade abbronzanti) per 40 giorni, in modo da evitare la formazione di discromie.